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Sarà stato il 2002 quando intervistai l'artista Roberto Malini. Allora tutti erano iscritti a Chucara2000, un Gruppo Yahoo! molto popolare. Iscritti al CUN, CISU, CICAP frequentavano apertamente la lista. Questa intervista si proponeva di conoscere meglio Malini.

By Michele Bugliaro Goggia - last modified: May 10, 2006 11:35 PM

Ci puoi raccontare in breve il tuo percorso formativo?

Durante l'infanzia e l'adolescenza mi dedicai a studi "matti e disperatissimi": scienze naturali, filosofia, letteratura italiana e straniera, lingue e letterature antiche. Amavo la storia, l'archeologia e le materie umanistiche. Impazzivo per la poesia. A dieci anni componevo sonetti, canzoni e ballate avvalendomi dei sistemi metrici danteschi e petrarcheschi. Mi interessavano anche astronomia e astrofisica. Non conoscevo il gioco, che ho scoperto intorno ai 24 o 25 anni e non ho più abbandonato. Ricordo che all'età di undici anni composi una "Canzone del sole" che conteneva questi versi: "Fusione nuclear, elio, neutrini / come balocchi in mano a dei bambini". A tredici anni conobbi, durante una vacanza in Liguria con la mia famiglia, il filosofo Fulvio Papi, che indirizzò i miei studi e fu il mio mentore per sei anni. Frequentai la facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università Statale di Milano, che abbandonai per proseguire gli studi personalmente, pur mantenendo rapporti culturalmente proficui con alcuni docenti. Nel frattempo sviluppai alcune attitudini artistiche, dedicandomi a pittura, scultura, incisione e nuove forme di espressione, legate allo sviluppo dell’informatica applicata all’elaborazione dell’immagine. Nel contempo, frequentavo artisti, scrittori e musicisti, avviando collaborazioni interdisciplinari. Oltre alle materie umanistiche e scientifiche, mi sentivo attratto dalla filosofia naturale, cui mi avvicinai aderendo all’ordine cavalleresco dei Rosacroce e proseguii da solo.

Come sei arrivato ad interessarti di ufologia?

Mi avvicinai alla disciplina dopo aver vissuto in prima persona, il 6 giugno 1983, l’esperienza di un incontro ravvicinato del terzo tipo, di cui ho già scritto in diverse sedi. Negli anni '80 e '90, tuttavia, il mio interesse fu piuttosto limitato. Libri e riviste dedicate a quella singolare materia mi sembravano confusi, incoerenti, fantasiosi e decisamente poco scientifici. L’interpretazione dei casi, opera di ricercatori spesso improvvisati, mi pareva togliere spazio alle testimonianze, i soli documenti che mi sembravano degni di essere letti, comparati, studiati a fondo. Nel 1997 l'editore milanese Felice Bassi mi chiese se fossi interessato a scrivere un libro divulgativo dedicato agli Ufo, un genere molto richiesto grazie all'interesse sollevato all'epoca dai telefilm della serie X-Files. Accettai e cominciai a documentarmi seriamente, affrontando finalmente la letteratura ufologica: decine di libri e riviste in italiano, inglese, francese e spagnolo. Dopo quel primo libro ("Archivio X – Storia, geografia e scienze degli Ufo", PixArt Edizioni, Milano 1998), pubblicai un CD-ROM (Obiettivo X-Files, PixArt Multimedia, Milano 1998), un'opera multimediale di straordinaria qualità artistico-informativa (F.B.I. X-Secrets, Rizzoli NewMedia, Milano 1998, in collaborazione con Dario Picciau) e un sintetico dizionario ufologico ("Parolario – Ufologia", Edizioni dell'Ambrosino, Milano 1999).

In che modo si è evoluto il tuo pensiero ufologico, nel tempo?

Nel 1996 e nel '97, quando cominciai a occuparmi seriamente di ufologia e affrontai la lettura dei più importanti testi ufologici ero convinto che i ricercatori fossero suddivisi in "eccessivamente scettici" ed "eccesivamente credenti". Mi rendevo conto che pochi di loro avevano vissuto in prima persona l'esperienza di un avvistamento o di un incontro ravvicinato. Li paragonavo ad ornitologi che avessero sempre vissuto lontano da boschi, giardini e parchi e che dunque sugli uccelli avessero solo esperienze indirette. Non avevo ancora coscienza, però, dell’enorme numero di falsi casi, documenti videofotografici contraffatti e cattive interpretazioni di fenomeni naturali ed eventi convenzionali accreditato nella casistica. In effetti i miei primi scritti accolgono numerose inesattezze, che trassi da fonti considerate attendibili. Non penso di essermi liberato completamente da tale zavorra, ma passo dopo passo sto cercando di effettuare uno screening importante.

Quali sono stati gli incontri più significativi, nel tuo iter ufologico?

Testimoni e protagonisti di eventi Ufo, innanzitutto. Sotto il profilo umano e professionale, devo invece citare alcune persone in particolare. Dario Picciau, con cui ho condiviso e condivido tuttora ricerche, analisi, esperienze di lavoro e artistiche. Poi Felice Bassi, l’editore che mi convinse a dedicarmi alle prime ricerche e Roberto Pinotti, che nel 1999 recensì le mie prime opere su Notiziario Ufo e coniò per me il soprannome di "lupo solitario", con cui ogni tanto qualcuno, scherzosamente, mi chiama ancora. Nel 2001 ho iniziato a collaborare con il giovane ufologo romano Federico Dezi, creando con lui ufoitalia.net, il portale dell’ufologia giovane e indipendente. Federico è l'enfant prodige dell'ufologia italiana, un vulcano di iniziative e idee, una forza della natura. Il suo entusiasmo mi ha trascinato nel vivo dell'ufologia, quando avevo ormai abbandonato la materia o quantomeno l'avevo relegata tra i miei interessi secondari. La nostra sinergia ha dato vita a iniziative importanti. Gli studiosi più capaci collaborano con noi, i protagonisti di avvistamenti Ufo si fidano di noi. L'amicizia degli uni e la confidenza degli altri sono ben riposte, perché Federico e io lavoriamo con metodo, obiettività e coscienza, ponendo sempre in primo piano la tutela dei testimoni. Il 2002 mi ha regalato uno degli incontri più importanti della mia vita. Scrittrice, ricercatrice, astrofila, testimone di un importante caso ufologico, Margherita Campaniolo è anche e soprattutto una persona di raro valore umano. Grazie al suo contributo, il mio portale robertomalini.com – "My UFOs" è cresciuto ed ha ottenuto nuovi consensi. La sua rubrica astronomica mensile "Almagesto" è il miglior invito a guardare il cielo per comprendere le sue infinite meraviglie. Margherita mette la sua vasta cultura umanistica e scientifica, il suo meraviglioso intuito al servizio dei nostri utenti. Nel novero delle mie scelte felici devo infine citare l’unico newsgroup italiano di cui io abbia deciso di far parte: Chucara2000 (nb: Malini non fa più parte della lista, come pure il sottoscritto).

Quali sono i motivi di questa tua scelta, che ti consente di confrontarti quotidianamente con l'ufologia italiana?

Ideata, realizzata, promossa e gestita dall'amico Carmelo Scuderi, la mailing list rappresenta ormai qualcosa di più di un "salotto virtuale". È un vero e proprio seminario in cui gli scambi di idee, la circolazione di dati e notizie, l'informazione in tempo reale non finiscono mai. È una fonte inesauribile di spunti, un prezioso aiuto per articoli e ricerche. Grazie a Chucara2000 ho stretto rapporti di amicizia e collaborazione importanti e duraturi, che si aggiungono a quelli che ho citato poco fa. Alcuni nomi, in rigoroso ordine alfabetico: Michele Bugliaro, Francesco Grassi, Alfredo Lissoni, Edoardo Russo, lo stesso Carmelo Scuderi. Ho ricordato solo i nomi dei membri del newsgroup con cui ho collaborato almeno a un progetto. I nomi degli amici formerebbero un elenco troppo lungo.

Dario Picciau: quando vi siete conosciuti e come è iniziata la vostra collaborazione?

Quando conobbi Dario, era un giovanissimo artista di immenso talento. Nonostante l'età,una delle persone più intelligenti e creative che avessi mai conosciuto. Lo seguii mentre acquistava il primo Mac, apprendeva da solo i più complessi programmi grafici, realizzava con hardware inadeguato (allora, perché adesso ha una postazione di lavoro avveniristica) sofisticate applicazioni. La nostra sinergia è stata immediata, favorita da una grande amicizia e dal fatto che la mia estrazione creativa è quella di scrittore/copy chief, la sua di art director. Abbiamo collaborato fin dall'inizio ad alcuni progetti, tra cui un'esperienza di Realtà Virtuale (Cyber Kombat) e due videoistallazioni: Tunnel e Ring. Abbiamo partecipato insieme ad alcune mostre collettive. Poi abbiamo realizzato progetti complessi com F.B.I. X-Secrets ed altre opere multimediali Rizzoli NewMedia, la serie di tecnopitture "Wired", siti innovativi e progetti di comunicazione per importanti società: Virgin, Disney, 3Com, Sony,102.5 Hit Channel/RTL 102.5 e molte altre. Data la formidabile espoerienza di Dario nel campo di tutte le tecnologie di creazione ed elaborazione delle immagini e il suo interesse per l'ufologia, la sua partecipazione al mio gruppo di studio è stata una conseguenza naturale. Non vi è foto o video Ufo su cui io scriva che non sia passato attraverso il computer di Dario. A lui devo inoltre le bellissime tecnopitture e ricostruzioni tridimensionaliche spesso illustrano i miei articoli e studi.

Raccontaci come valuti un caso...

Per quanto riguarda l'approccio ai nuovi casi, adotto un metodo di indagine basato sull'analisi degli eventi e la verifica dei dati derivanti dalle relazioni di testimonianza, verifiche dirette a escludere la causa convenzionale: palloni sonda e altri aerostati, corpi celesti, fenomeni atmosferici, giochi della luce lunare o solare tra le nubi, velivoli più o meno sperimentali, segnalatori laser, uccelli, aquiloni, illusioni ottiche e quant'altro. Per queste analisi, sono solito consultare le autorità competenti – soprattutto aeroporti civili e militari - e avvalermi della collaborazione di esperti. Quando i casi sono corredati da materiale videofotografico, lo analizziamo attentamente, grazie alla collaborazione di Dario Picciau. Margherita Campaniolo entra in gioco quando si devon valutare aspetti astronomici, ma non solo: le sue opinioni sono sempre utili e documentate. Ci affianca un team selezionato, comprendente di volta in volta astronomi e astrofili, piloti e ingegneri aeronautici, specialisti in tecnologie audiovideo, studiosi di ufologia ed altri esperti. Comunque, l'approccio a un caso nasce sempre da una "vocina interiore" che cerca di suggerirmi la via da intraprendere. È il mio "demone", l'intuizione, il meraviglioso senso dell'orientamento intellettuale. Tutto comincia da lì e termina con le più scrupolose verifiche fattuali. Considerato il ruolo fondamentale dei testimoni, dedico molto tempo a intervistarli, impegnandomi a metterli a proprio agio, raccogliendo il maggior numero possibile di dettagli, cercando di sintonizzarmi sulla loro sensibilità.

Come hai coinvolto l'équipe di tecnici e specialisti che lavora con te?

Si tratta di appassionati che credono nel nostro lavoro, che ci dedicano impegno ed energie, che inseguono come noi la verità. Oltre a Dario, a Margherita, a Federico, che sono ormai tra i miei amici più cari, abbiamo collaboratori che desiderano stare dietro le quinte. Mi riferisco in alcuni casi a uomini di scienza di chiara fama, a specialisti affermati in diversi campi. Ho la fortuna di essere affiancato dalla quintessezza della professionalità. È un privilegio, ma anche un impegno a condurre sempre studi obiettivi, lasciando ad altri l’ufologia-spettacolo.

Il sublime tecnologico: che rapporto esiste, se esiste, fra il Malini artista ed il Malini ricercatore?

"Chi un reggimento di cavalieri, chi di guerrieri a piedi, chi una flotta di navi dirà che sulla terra nera sia la cosa più bella. Io dico che la cosa più bella è ciò che si ama...". Così cantò la poetessa Saffo. Noi cerchiamo il sublime, ciò che appaga il nostro senso della contemplazione e quello della scoperta. L'Odissea è il poema del viaggio verso l'ignoto, dove gli eroi sono uomini e donne che non smettono mai di credere. Una volta ho definito gli Ufo "meraviglie volanti". È quello che sono. Il mio lavoro di ricerca si avvale del mio intuito di artista. A poco a poco, imparo a riconoscere il comportamento dei viaggiatori misteriosi, i messaggi che ci rivolgono, la tautologia di certi loro gesti. Il sublime tecnologico è la capacità che hanno gli Ufo di superare le "colonne d’Ercole" costituite dai limiti e dalle leggi fisiche, ma è anche la loro incorruttibile bellezza, la loro inafferrabile, aerea armonia. Non a caso Jung scrisse che nel "rotundum" ufologico molti testimoni identificano il proprio desiderio di perfezione, di completezza. Se gli Ufo non fossero belli, se i loro occupanti non fossero solenni, non credo che dedicherei a loro tante energie.

Dietro al sito www.robertomalini.com c'è un grande lavoro costante. Sei soddisfatto? Cosa vorresti cambiare o migliorare?

MyUFOs è in continua evoluzione e Dario, quando l'ha creato per me, ha pensato alla mia personalità, alla mia predilezione per l'espressione testuale. È un portale che gli utenti amano, con un motore di ricerca utile, sezioni ben studiate, un impatto familiare e accogliente. È il luogo ideale dove far incontrare cultura, informazione, scienza e arte. Grazie alla collaborazione con Margherita, ai suoi studi e alla sua rubrica astronomica Almagesto, il sito è cresciuto ancora, ha acquisito un contributo fondamentale. L’interscambio costante con ufoitalia.net, la collaborazione con il newsgroup Chucara2000 , con le più serie associazioni e con le migliori pubblicazioni di settore fanno sì che il sito sia ben presente nell’àmbito della ricerca e dell’informazione ufologica in Italia.

Ummari: un caso eccezionale o un'eccezione nell'ufologia?

Un caso eccezionale, osservato attentamente e a lungo da testimoni degni di fede. L'evento di Ummari è documentato da un video contenente fotogrammi che mostrano chiaramente cos'è un Ufo, come è fatto, come si comporta. Un fotogramma in particolare ha convinto numerosi appassionati, diversi scettici e alcuni noti uomini di scienza. Ummari è una pagina importante dell'ufologia non solo italiana, in cui la dovizia di particolari fornita dalle persone che hanno osservato l'Ufo e la buona qualità del filmato "raccontano", senza bisogno di interpretazioni, le fasi di un avvistamento classico e tutti i suoi possibili riflessi, compresi quelli negativi che possono purtroppo turbare la vita dei testimoni.

Testimoni e testimonianze: sono davvero così inaffidabili, come gli scettici li dipingono? Che posto occupano nel tuo metodo di valutazione?

Le relazioni di testimonianza costituiscono la base della nostra materia. La casistica ne conta decine di migliaia. Attraverso il loro studio e la loro comparazione si può comprendere il comportamento degli Ufo nel nostro mondo. Testimoni di paesi, culture e tradizioni differenti descrivono le stesse tipologie, le stesse prestazioni, gli stessi comportamenti degli Ufo, lo stesso aspetto somatico – nelle possibili varianti - e le stesse azioni effettuate dai loro ocupanti. Fotografie, filmati, tracce di atterraggi documentano il passaggio degli oggetti volanti e le loro operazioni a terra, ma sono i racconti dei protagonisti di avvistamenti e incontri che ci consentono di intuire, per ora, le motivazioni per cui gli Ufo volano nei nostri cieli. Sono le parole dei testimoni, quando vincono ogni comprensibile reticenza e rivelano le loro preziose esperienze, a spiegarci perché gli ET si muovono con circospezione nel nostro habitat, ci scelgono, ci avvicinano, comunicano con noi attraverso forme di linguaggio non sempre facili da comprendere, che a volte raggiungono direttamente la nostra psiche o l’orecchio del nostro io sognante. Come ci insegna la psicologia, le testimonianze più vere e significative sono spesso quelle che contengono il maggior numero di contraddizioni.

Un caso che ti ha impressionato?

Il mio incontro ravvicinato del 1983. Immagina una gigantesca nave volante composta da tra sfere in fila, con due piccoli globi capaci di separarsi dal corpo centrale e compiere percorsi autonomi, per poi tornare alla loro posizione di partenza. Immagina due esseri di apparenza umana, ma allungati come le figure dipinte da El Greco, che costruiscono una struttura misteriosa unendo tubi fluorescenti che galleggiano nell’aria e nel centro di quella struttura pongono uno strano faro. Immagina l'effetto del passaggio di quell’Ufo, fornito di oblò: un fenomeno che si potrebbe definire come una "stagnazione" del tempo. C'è di che impressionarsi! Un altro evento che ritengo di primaria importanza è il caso che nel 1965 vide protagonista il contadino francese Maurice Masse, il quale osservò in un campo un Ufo ovale e alcuni dei suoi occupanti intenti a raccogliere campioni di lavanda. I missili fantasma passati tra il Pakistan e l'Afghanistan di Bin Laden nell'agosto del 2000: una Roswell in Asia Centrale. Il caso Chernobyl, con il possibile intervento di un oggetto volante, che alcuni tecnici osservarono mentre, emettendo un raggio rosso, abbassava il livello di radiazioni del reattore esploso. Il caso di abduction che vide protagonista Diego F., il cui resoconto è nel mio sito e si intitola "Un alieno a casa mia". I casi osservati da astronomi come Clyde Tombaugh, lo scopritore del pianeta Plutone. E, naturalmente, il caso Ummari.

Federico Dezi: come lo hai coinvolto?

Come ti ho detto, Federico è un fiume in piena. È animato da un grande amore per l'ufologia e sono facile profeta se dico che tra qualche anno porterà alla disciplina contributi ancora più significativi di quelli attuali. Naturalmente, se non trascurerà gli studi scolastici né quelli personali, ancora più importanti. È stato lui a coinvolgere me, non il contrario. Mi avrà inviato duecento e-mail, fino a tre o quattro al giorno, per convincermi a collaborare con il suo primo sito. Come avrei potuto dirgli di no? Sono ancora felice di quella scelta. Una curiosità: Federico e io non ci siamo ancora conosciuti personalmente. Dovevamo incontrarci in diverse occasioni, ma all’ultimo istante il nostro rendez-vous è sempre saltato. Forse al prossimo meeting riminese...

Margherita Campaniolo: da testimone a scrittrice... perché?

Margherita è un’umanista, innanzitutto e una scrittrice di valore. Con lei si può parlare a lungo di Platone e di Giordano Bruno, di Schopenhauer e di Bergson. Si può ascoltarla con vero piacere mentre si entusiasma per Euripide o Dante, per l'Ariosto o per Rilke. Non è solo cultura, ma profonda sensibilità. Ti ricordo che il suo interesse per il cielo risale alla sua prima giovinezza. È un'apprezzata astrofila che dopo l'avvistamento di Ummari ha ampliato la gamma dei suoi interessi. La ricerca ufologica di Margherita è basata su un metodo rigoroso, sull'analisi accurata della casistica, sulla verifica dei fatti, con particolare attenzione alle ipotesi convenzionali riguardo a ogni avvistamento. A lei, inoltre, interessa particolarmente l'aspetto storico, quello culturale e quello antropologico degli Ufo. Il suo avvistamento le serve da pietra di paragone per i casi su cui indaga; per me è la stessa cosa.

Secondo te, in che stato si trova l'ufologia contemporanea?

Come ho già scritto, l’ufologia è una branca della filosofia, non una scienza. Non ancora. Per quanto riguarda la nostra materia, siamo nell'Atene del V secolo a.C. I migliori di noi "sanno di non sapere", ma sanno altrettanto bene di indagare fatti e fenomeni importanti, probabilmente fondamentali per comprendere la nostra stessa storia. La ricerca e l'informazione sono "magmatiche", dati e notizie circolano a un ritmo vertiginoso, il vero e il falso si compenetrano in attesa di essere "alchemicamente" separati. In tutto il mondo si sta conducendo un lavoro eccezionale, nonostante il caos apparente, che ci consente di vagliare e comparare i casi apprendendoli quasi in tempo reale. I contatti tra studiosi sono frequenti e utili. Internet è per gli studiosi un osservatorio sul mondo, che integra la ricerca sul campo. Purtroppo l'argomento si presta a un approccio commerciale, sensazionalistico e questa realtà incrementa il numero dei falsi casi. La pressione dei media influenza i testimoni, si utilizzano tecniche di indagine a mio avviso completamente inaffidabili e spesso pericolose, come l'ipnosi regressiva . In casi limite, si estraggono chirurgicamente da persone che si ritengono rapite dagli Ufo presunti "impianti alieni", in realtà, verosimilmente, cisti dure. Inquietante. Questo aspetto dell’ufologia ("Ma non chiamarla ufolgia", mi consigliava qualche tempo fa un grande studioso italiano) è davvero sconcertante e iniquo. Gli Stati Uniti sono il laboratorio delle illusioni ufologiche, popolato da personaggi bizzarri che riescono a divulgare notizie prive di fondamento anche nelle sedi più importanti.

Che reazioni suscita il tuo lavoro nell'ufologia, fra gli amici ed i parenti?

Tutti sanno che io parlo e scrivo di qualcosa che conosco, che ho sperimentato in prima persona. Ho poi la fortuna che i miei migliori amici abbiano avvistato Ufo almeno una volta nella loro vita. Credo che apprezzino il lato umano ed umanistico, a volte poetico della mia ufologia.

Ufo: ci sono le benedette prove della loro esistenza?

Se centinaia di migliaia di segnalazioni, un gran numero di foto ritenute autentiche dagli esperti, testimonianze di personalità della scienza e della cultura non sono prove sufficienti, allora dobbiamo mettere in forse anche i fenomeni astronomici e atmosferici. E chi ci dice che la realtà non sia sogno e il sogno realtà?

Il miglior libro di ufologia che tu abbia mai letto?

A parte i classici, "Gli alieni", di Johannes Fiebag.

Progetti per il futuro?

Il Dizionario Ufo, la cui data di uscita si avvicina. Poi il libro "Il sublime tecnologico", che sto scrivendo con Margherita Campaniolo. Si tratta di un'antologia di nostri scritti legati all'ufologia e all'osservazione del cielo. Crediamo molto in questo progetto, che in un certo senso mantiene il tono e la personalità del portale MyUFOs. Rimanendo in ambito ufolgico, vi saranno miglioramenti anche nel portale ufoitalia.net, che accoglie contributi sempre nuovi e si avvale di un Federico Dezi sempre più maturo. Per quanto riguarda i progetti extraufologici, ho particolarmente a cuore il film di animazione di Dario Picciau, basato su una mia novella in versi, già in fase di postproduzione.

A proposito di futuro, vorrei concludere l'intervista con una domanda non ufologica in senso stretto. Fantascienza: veggenti della scienza futura oppure solo visionari? I tuoi autori preferiti?

Nel II secolo della nostra era Luciano di Samosata descrisse nella "Storia vera" la televisione, il computer e altre cose straordinarie che solo la tecnologia del futuro avrebbe sviluppato. Le idee di Cyrano de Bergerac, Jonathan Swift, Mary Shelley, Edgar Allan Poe precorsero i tempi. E che dire di Jules Verne e Herbert George Wells? Oppure, in tempi più recenti, di Isaac Asimov, Ray Bradbury o Arthur C. Clarke? L'immaginazione corre più veloce del tempo. Se poi è guidata dall'intuito, diviene visione, che è affine alla profezia. I miei autori preferiti sono quelli che ho citato.

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