Interviste: Stefania Genovese
La Dott.ssa Genovese, laureata in filosofia, è nota per la sua tesi sul fenomeno UFO. Persona molto gentile, di cultura e aperta al dialogo, mi concesse questa intervista tempo fa. Credo sia una delle ultime da lei rilasciata, ed io sono fiero di averla su ufopsi.com.
By Michele Bugliaro Goggia - last modified: May 10, 2006 11:30 PM
UFO, un argomento scottante ma ridicolo agli occhi dei più. Come sei arrivata ad interessarti di UFO?
L'ufologia non è mai stata considerata un argomento ridicolo: la definerei in generale un argomento curioso per la maggior parte della gente, e ricco di spunti interdisciplinari per coloro che l'affrontano senza pregiudizi e soprattutto con sprito critico ed umile. Infatti ritengo che il dileggio di questa pseudo disciplina, sortisca proprio dal fatto che troppi vi si accostano con saccenteria ed impreparazione. In questo caso tali presunti autodichiaratisi esperti del settore, causano gravissimi danni alla ricerca seria e soprattutto si attirano il dileggio degli scettici perchè offrono loro le armi più semplici per essere smascherati; la loro incompetenza, la loro parva indottrinazione. Per quanto mi concerne posso rispondere che il mio interesse per gli UFO, che risale e nasce dalla mia passione per gli eventi astronomici ed atmosferici curiosi (da piccola mi appassionavo a macchie solari, buchi neri, fulmini globulari), è stata anche probabilmente accresciuta dal mio carattere introverso e fortemente intellettualizzante... Poi ho iniziato a leggere anche libri di ufologia di Pinotti, Gianfranceschi, di Hynek, Hendry ed anche tanti libri di astronomia... Quest'estate comunque, intervistando lo psicanalista Aldo Carotenuto ho cercato di comprendere quale possa essere il motivo per cui talune persone si accostano a questo argomento... Diciamo che le nostre propensioni, le nostre scelte sono spesso dovute a delle "ferite-feritoie"... Anche l'ufologia è probabilmente per taluni, una scelta dettata da una deprivazione emotiva; infatti su di essa si proiettano molte aspettative personali, nonchè la volontà di conoscere qualcosa al di fuori della nostra vita comune che ci consenta di trovare le risposte ai grandi interrogativi filosofici ed esistenziali del nostro cosmo... Espresso in tal modo, l'ufologia che non è una disciplina, ma una sorta di indagine speculativa che si avvale di svariate tecniche e discipline, potrebbe sembrare costruttiva e positiva!
Purtroppo, recentemente, ho invece assististo e sto purtroppo assitendo ad una ufologia che, non solo sta tradendo i precetti del suo illustre fondatore J. A. Hynek, ma che sta riducendosi solamente ad una valvola di sfogo, ad un palcoscenico ove esibirsi, nonché ad un svilente paravento per compiere frustranti ed ingiustificati attacchi "ad hominem"... Per fortuna ci sono anche dei ricercatori molto validi che lavorano tacitamente e che preferiscono alla plateizzazione mass-mediatica, alle polemiche da cortile, la ricerca pura, l'applicazione seria all'analisi del fenomeno UFO, e le silenti ma analitiche prove di laboratorio, molto più probanti di tanti sperequamenti blaterosi che si odono ovunque... ( Ad esempio, Jacques Vallée ha molto da insegnare a tutti gli ufologi per il suo comportamento sempre corretto e degno di un grande studioso)... Il problema infatti verte sulla qualità dell'informazione: anche io mi sono illusa che si potesse trattare l'argomento con un minimo di logica mediazione tra un extraterrialismo esasperato ed un scetticismo ad oltranza, ma ciò non è possibile, né virtualmente né realisticamente! "Show must go on"... Il "medium" (citando M. Mc Luhan) non è grigio: è bianco o nero... Gli UFO non esistono, gli UFO non esistono... Tertium ne datur!
Quanto ha influenzato la tua preparazione universitaria sul tuo pensiero ufologico?
Moltissimo... Devo riconoscere che la mia preparazione psicologica-sociologica ma soprattutto quella epistemologica mi hanno offerto la possibilità di esperire il fenomeno olisticamente, in modo molto dettagliato e lucido! Forse il mio errore è stato invece quello di non applicare la filosofia, in tante circostanze relative alla mia frequentazione del mondo ufologico...
Durante i tuoi anni accademici eri già interessata di ufologia? Se sì, che reazioni provocava nei compagni di corso?
Il mio interesse per gli UFO è stato altalenante nella mia vita: soprattutto in quella Universitaria... Quando sono ritornata ad interessarmi a questo argomento avevo da poco conseguito un diploma parauniversitario in Psicopedagogia con una tesi sull'importanza del mondo delle fiabe per i bambini, seguendo il pensiero dello psicologo B. Bettelheim... Devo riconoscere che mi sono iscritta a Filosofia con l'intento proprio di realizzare una tesi sugli UFO; questo perchè ero spronata dal CUFOC di Marcel Delaval che mi aveva fornito degli interessantissimi testi accademici stranieri, dimostrandomi che l'ufologia poteva essere anche affrontata da un punto di vista accademico, serio e ponderato. Devo a questi ingegneri del C.C.R. Euratom, ed al mio correlatore, l'epistemologo Giulio Giorello, la buona riuscita della mia eclettica impresa! Decisamente "La mitopoiesi ufologica" non era un argomento di tesi molto ortodosso e comune in una Università…I miei compagni di corso non sono mai stati particolarmente ostili nei miei confronti; spesso erano perplessi perchè anche loro non si immaginavano che l'ufologia potesse comprendere aspetti interessanti e non sensazionalistici. Soprattutto gli assistenti di Giorello seguivano con molto interesse gli sviluppi della mia tesi e si soffermavano spesso a discorrere con me sulle varie referenze bibliografiche da inserire nel mio lavoro.
L'ufologia, in diversi casi ma non sempre, è stata fatta da appassionati (per es. i Lorenzen e l'APRO), e non abbastanza spesso da persone con preparazione accademica: quale ruolo e quanta importanza attribuire a queste persone volenterose?
Non voglio affermare che solo persone con preparazione accademica abbiano il diritto di occuparsi di ufologia; a mio giudizio tuttavia occorre una minima preparazione di base interdisciplinare, e comunque sarebbe necessario avere la posibilità di consultarsi con i singoli esperti del settore, ed affrontare i casi con una adeguata metodologia. Non dimentichiamo infatti che il fenomeno UFO è complesso, eterogeneo e polisemantico e compenetra l'ausilio di più scienze umane e fisiche. L'ufologia per altro non è disciplina e conseguentemente il campo rimane molto articolato e purtroppo molto spesso soggetto ad improvvisazioni infruttose e confusionarie; per questo motivo ci sarebbe bisogno di collaborazione e di scambi di informazioni a livello internazionale, e soprattutto di un team di eterogeneo di esperti che si consultassero per interpretare i dati raccolti anche da persone, come dici tu, volenterose ed appasionate del fenomeno UFO. Tutto però dovrebbe essere condotto con tecniche standard comprovate ed item specifici ed universali. In questo senso, credo che alcuni gruppi ufologici abbiano già redatto dei modelli di investigazione molto efficienti e precisi.
Hai notato differenze di approccio sostanziali dovute alla nazionalità/cultura (per es. messicana, tedesca, ecc.) di un ricercatore?
Le differenze di base tra i ricercatori stranieri sono spesso dovute alla diversa formazione culturale-religiosa e sociale, che fungono inizialmente da cartina tornasole aprioristica nell'accostarsi alla dinamica degli avvistamenti. Però ritengo che proprio in virtù di un protocollo metodologico speculativo comune a tutti, queste differenze vengano in seguito giustamente e logicamente ridimensionate.
Con Men In Black, fantascienza e mito ufologico si compenetrano: da un lato la storia e le storie di incontri con questi strani signori (vedi Barker, Bender, Dahl) e dall'altro Hollywood che vi attinge a piene mani. Che tipo di rapporto vedi fra la fantascienza e l'ufologia? Chi dei due ha attinto per primo dall'altro?
È difficile discernere, se l'ufologia abbia attinto dalla fantascienza o meno… È il classico fenomeno dell'anello di Moebius! Il messaggio fantascientifico è indissolubilmente e contemporaneamente connesso all'evento ufologico stesso e viceversa. Un esempio? Dopo l'ondata belga e con il proliferare di avvistamenti di UFO triangolari, si sono avuti films di fantascienza che rispecchiavano questi modelli di UFO.
Qui di seguito ti estrapolo alcune parti di un mio articolo, molto esplicativo del rapporto UFO/ fantascienza.
Le storie ricche di immaginazione e creativa fantasia che riguardano il cielo ed i suoi ipotetici abitanti accompagnano da sempre le nostre vite: e talvolta si ha l'impressione che esse siano più veritiere della stessa vita reale… Sin dalla primissima infanzia, incontriamo storie molto particolari le fiabe fantastiche: in esse si verificano eventi che riteniamo impossibili a realizzarsi nel quotidiano, che ci consentono di sfuggire ai rigidi canoni della realtà.
Premesso ciò, ben si può intuire per quale motivo case produttrici di film ed editori propongano al pubblico (anche a quello dei più piccoli) storie, fiabe e racconti che non solamente rispecchiano i più moderni approcci alla evoluzione tecnologica e fantastica in atto nel nostro secolo ma che soprattutto rispondano a quelle esigenze di costruzione della propria individualità mediando i modellamenti culturali con le proprie creative esigenze di libertà e discernimento.
"Perchè", come asserisce ancora il Prof. Aldo Carotenuto, "non dimentichiamoci che la dimensione della fantasia e della fantascienza scorrono su binari paralleli a quelli del progresso scientifico, ed hanno il preciso compito di indurci ad assumere le proprie responsabilità, stimolando una curiosità che pietrifica ma che ci consente di raffrontarci con le nostre paure e con la nostra Ombra, in qualunque momento della nostra vita, dall’infanzia all'età adulta.
Su un piano strettamente psicologico e simbolico l'esistenza degli ET si basa su un fondo emozionale universalmente diffuso, alla cui base c'è una tensione affettiva motivata da una situazione di emergenza, da un bisogno psichico vitale e sintomatico adeguato alle pressioni sociali e civili dell'epoca. Le caratteristiche prodigiose degli alieni, la loro alterità apparentemente inconoscibile, rappresentano il nostro lato oscuro, l'ignoto altro su cui viene proiettata la nostra parte malvagia e trasgressiva, eticamente rimossa. Ma l'ET catalizza non solo paure negative ed angosce collettive, bensì anche la credenza nei messaggeri celesti, nelle divinità che popolano lo spazio apportatrici di salvezza e soccorso alla umanità. "Bisogna riconoscere che le Amazing Stories degli anni 30 e 40 hanno notevolmente influenzato la credenza negli ET e negli UFO indirizzando la popolazione verso alcune scelte ben predefinite e modelli standard di oggetti volanti e loro possibili occupanti che hanno fatto storia!"
"Ma la fantascienza" così sostiene Carotenuto, "può dunque solamente in parte, avere influenzato tutti coloro che sostengono l'esistenza degli UFO, perché i loro presunti avvistamenti hanno a che fare con il presente e non con il futuro, e soprattutto mancano della componente di fiction che della scienza. Inoltre non si direbbero molto scientifici coloro che preferiscono credere ad un oggetto volante non identificato proveniente dal cosmo piuttosto che riconoscere i numerosi aerei sperimentali che solcano i nostri cieli, ed imparare a riconoscere le meravigliose fenomenologie del nostro Universo."
Questa opinione potrebbe parrebbe riduttiva ad un ufologo "tout court" ma credo che abbia un fondo di verità ineludibile: c'è solamente da aggiungere che la cinematografia odierna è mossa da un grande interesse economico a riprodurre sul grande schermo eventi e storie anomale direttamente correlate con gli UFO e gli alieni…Il recentissimo SIGNS è un esempio più che evidente.
A che stadio si trova per te l'ufologia contemporanea (scienza, filosofia, hobby, ecc.)?
Credo che sia prevalentemente ancora allo stadio di hobby. Diventerà scienza a tutti gli effetti solo nel caso in cui verranno istituite commissioni scientifiche governative, con piena libertà di azione e di parola, che si adopreranno ad affrontare con serietà e metodo questo fenomeno anomalo ed intrigante. Ma temo che ciò non avverrà molto presto; e taluni ufologi di oggi non accellereranno di certo questa trasformazione.
50 e più anni di ricerca sono serviti a qualcosa?
Non ne sono molto convinta; probabilmente si è riusciti a stilare e catalogare più fenomeni immettendovi un equilibrato criterio di discernibilità, separando con maggiore equilibrio e competenza gli UFO dagli IFO, raccogliendo testimonianze con maggiore rigore, (grazie anche agli insegnamenti del Gepan), creando inoltre data base con dati più facilmente reperibili, e seguendo le ondate di avvistamenti con criteri più precisi…
Tuttavia il fenomeno è ancora troppo elusivo per essere riusciti
a comprenderlo ed a classificarlo esaurientemente fino a questo momento.
Il fatto più positivo è che studiando il fenomeno UFO siamo
giunti a scoprire molto di più in campo della psicologia della percezione,
o anche della sociologia di quanto non si sapesse prima. L'ufologia si caratterizza
dunque come un insieme di "osservabili" che devono essere collocati
nel contesto socio-psicologico e culturale, consentendo un vaglio selettivo
dei presupposti necessariamente consolidati da una inoppugnabile base teorica.
Il fenomeno UFO continua ad interrogare le scienze, affinché si sforzino
di affrontarlo e di comprenderlo: non dimentichiamo che lo stesso psicanalista
C. G. Jung ha definito "reale" il problema UFO perché esistente,
non fittizio, degno di essere preso in considerazione ed interpretato!
Lo stesso J. A. Hynek che mantenne sempre una condotta moderatamente possibilista ed aperta allo studio del fenomeno UFO, era solito asserire:
"..Non dedicherei un minuto di più alla questione degli UFO, se non fossi convinto che il problema è reale, e che gli sforzi per investigarlo, comprenderlo, ed infine risolverlo, potrebbero avere conseguenze di grande portata." (1974).
Attualmente, a causa della sua complessa fenomenologia e del suo aspetto polisemico, l'istanza di intelligibilità degli UFO non ha ancora trovato una soluzione definitiva, rapida ed universale.
Ma se il compito della scienza è sempre stato quello di sforzarsi di interpretare ogni fenomeno concernete l’uomo ed inerente alla sua esistenza in tutte le sue multiformi, e spesso anche apparentemente illogiche manifestazioni, è lecito che essa si adopri anche nei confronti del caso UFO. Come asseriva I. Lakatos, d'altra parte:
"...È vero che la natura ci sta di fronte ad urlare il suo "No", ma è altrettanto vero che l'ingegnosità umana può sempre gridare più forte: di fatto le teorie scientifiche nascono e si sviluppano in un oceano di anomalie."
Ed il fenomeno UFO può essere considerato una anomalia… Nel contempo la ricerca nel cosmo di una eventuale frequenza radar che si presenti in modo preciso e costante, rimane per il momento, uno degli strumenti più oggettivi e validi, in possesso dell'uomo, per confermare l’esistenza di una ipotetica civiltà extraterrestre, mentre l'esobiologia offre scenari avvincenti ed interessanti sulla evoluzione dell'Universo e sulla genesi delle forme di vita.
Altre affascinanti ed importantissime ricerche inoltre si tanno conducendo nell'ambito del protocollo SETV, e tra queste non può e non deve essere dimenticato il Project Hessdalen, composto da validissimi ricercatori quali il dott. Massimo Teodorani, (il maggiore esperto del fenomeno in questione), l'Ing Erling Strand e l'Ing. Stelio Montebugnoli, Jader Monari, Gloria Nobili ed altri.
La missione Embla 2002 di questa estate realizzata in parte con l'appoggio del CIPH di Renzo Cabassi, ha avuto inoltre come studioso delle testimonianze norvegesi l'ufologo e fisico Matteo Leone. L'ufologia in questo caso ha dunque dimostrato di poter aiutare in qualche modo la ricerca scientifica.
E molto probabilmente, dirimere la "vexata questio" di cosa siano gli UFO può farci pensare pascalianamente che, "C'è un Infinito da guadagnare"... Certamente qualcosa di più su noi stessi, e sulla nostra realtà passata e futura.
Gli UFO come credenza: credere che gli UFO siano una bufala è anch'esso un tipo di credenza. È accettabile per un accademico?
Di prassi, un bravo accademico ed un bravo ricercatore dovrebbero prima considerare e valutare ogni ipotesi possibile, e non essere frenati da giudizi superficiali e da pregiudizi... Purtroppo a volte l'immagine veicolata oggi dell'ufologia è prevalentemente molto distorta e facilmente equiparabile a una sorta di credenza assurda ed illogica. Di conseguenza è facile, apparentemente, che si cada nell'errore di considerare questo campo, sempre necessitante di approcci pluridisciplinari, un coacervo di truffe ed insensatezze. Bisogna andare oltre l'effimera apparenza e volersi invece cimentare ad affrontare una realtà che ha diverse sfacettature molto importanti per l'ulteriore sviluppo della conoscenza in generale. Attualmente ritengo che sia non solo molto impopolare, ma anche molto obsoleto e retrivo classificare ogni testimonianza UFO frutto di ben congegnati scherzi e burle varie.
Per Lagrange, quando si parla di testimonianze, spesso gli scettici applicano un ragionamento non parallelo: un comune soggetto diviene testimone storico di un evento con una testimonianza (scritta, audio, ecc.). Penso per es. a Cristoforo Colombo o Anne Frank. Invece un testimone di eventi ufologici è per forza un ubriacone psicolabile. Spesso si arriva a proporre le spiegazioni più contorte pur di spiegare un avvistamento. Perchè succede tutto ciò?
Credo che oggi sia molto più difficile decretare un testimone di avvistamento UFO come una persona psicolabile. Io stessa ho indagato alcuni casi, in cui testimoni erano persone normali ed irreprensibili…Ma le spiegazioni più contorte a volte vengono date perché spesso, come rilevano le casistiche ufologiche, predomina nell'osservatore il desiderio di intravvedere nella sagoma indistinta della apparizione qualcosa di sconosciuto che nel caso degli UFO, può diventare anche il classico disco volante oppure un'aereonave extraterrestre: si determina così una distorsione percettiva, inconsciamente pilotata a generare visioni connesse al background soggettivo e personale dello stesso testimone. Inoltre lo stesso "rumore di sfondo" all'interno del fenomeno UFO prodotto dai mass-media e da molta letteratura fantascientifica crea un segnale direttamente interagente con l'ambiente psicosociale in cui avviene la testimonianza.
Il problema principale è che il testimone considera uno stimolo classico trasformato in UFO, non come un semplice fenomeno percettivo, bensì come un oggetto tridimensionale supposto venire dallo spazio. Le persone inoltre distinguono oggetti da altri oggetti in funzione del loro bagaglio genetico, della loro integrità neurologica, ed in base alle caratteristiche ed alla dinamica della loro personalità: tutti aspetti che contribuiscono a rendere compiuto ciò che si pretende di aver visto.
Dunque l'essere umano non è una "spugna" che assorbe indiscriminatamente tutti gli stimoli: al contrario egli sviluppa reazioni altamente selettive che sono ampiamente connesse ai processi di motivazione, di valutazione critica e di suggestione.
Quanto alle connessioni sviluppatesi all'interno del meccanismo del ricordo, un problema importante è quello della RAZIONALIZZAZIONE ossia quel processo che comporta la riduzione di una situazione in uno "specimen" che può essere ricondotto ad una forma interpretativa più semplice e soddisfacente, mentre la capacità di rammentare induce il soggetto a costruire informazioni pertinenti.
Infatti i racconti di osservazione UFO sono suscettibili di evolversi, modificarsi, trasformarsi durante le ripetizioni successive, anche perchè è raro che un testimone possa essere interrogato dalle autorità ufficiali o da studiosi del fenomeno UFO, prima che abbia raccontato la sua esperienza almeno quattro o cinque volte. Sostanzialmente, i tre principali meccanismi psicologici utilizzati da un testimone sono:
- LA MISINTERPRETAZIONE,
- LA TRAFORMAZIONE PROIETTIVA
- L'ELABORAZIONE PERCETTIVA.
Senza questi processi mentali, messi in atto dal soggetto percipiente , lo stimolo risultante dalle interpretazioni non potrebbe essere così vivido e fantasmagorico come appare durante il racconto di un avvistamento UFO.
Anche l'influenza sociale gioca un ruolo non indifferente: quando uno stimolo non rientra in alcune categorie prestabilite del contesto mentale di un soggetto, spesso, accade che il testimone debba trovare al più presto una norma o una interpretazione che consentano una veloce identificazione ed un rapido riconoscimento dello stesso stimolo.
Ciò è frequente quando al soggetto è richiesto urgentemente
dall'ambiente esterno una veloce interpretazione dell'evento di cui è stato
partecipe: in questa situazione egli sarà incline ad accettare la
prima spiegazione che gli verrà offerta.
In conclusione è l'interazione situazionale che produce in una
persona l'esperienza ufologica, anche se spesso con l'etichetta UFO
si giustificano acriticamente molti stimoli ambigui non identificati.
I mass-media inoltre, amplificano e concedono una enorme pubblicità agli UFO, rendendoli così più credibili ed integrandoli in una mitologia tecnologica rivisitata, atta a soddisfare le esigenze culturali, tecniche, scientifiche e spesso religiose della nostra società.
Inoltre i testimoni degli avvistamenti possono essere svariate persone di diversa estrazione culturale e sociale, ma aventi in comune una base percettiva distorta, e soprattutto, la capacità di modificare un evento banale e di costruire un mito difficilmente ritrattabile.
Noi viviamo nell'era delle immagini: siamo inondati di foto, video e multimedia. Tutti abbiamo visto foto della ISS, di Venere o di Marte su libri, siti web, TV...eppure i testimoni non sanno riconoscerli in cielo. Perchè?
Purtroppo, in Italia, permane ancora una sorta di analfabetismo scientifico ed una certa diffidenza nei confronti del mondo della scienza...La scuola in questo senso non aiuta e neppure i mass-media; molte persone, nonostante l'implosione telematica e le ridondanti notizie che ci vengono propinate da più parti, non conoscono tutte le cose che mi hai citato.
Probabilmente il motivo è da ricercarsi nella fruizione passiva e statica dell'informazione; ossia non si possiede un logico criterio di discernimento e di valutazione, ma si accetta pedissequamente ciò che è già stato rimetabolizzato e semplificato al massimo, e che non richiede dunque riflessione alcuna!
Accade inoltre che il testimone non voglia riconoscere ciò che ha visto perché in lui scattano diversi meccanismi psicologici inerenti alla psicologia dell'inconscio ed a quella percettiva, e subentrano motivazioni ed spettative pesonali che, nel momento dell'avvistamento UFO fanno propendere per l'interpretazione esotica ed extraterreste piuttosto che una più semplice e convenzionale...
Tuttavia io ho anche parlato con testimoni che mi domandavano cosa avessero osservato, nonostante avessero già precedentemente preso in considerazione e poi scartato tutte le ipotesi possibili ed i fenomeni e gli oggetti a loro conosciuti, ed io non potevo che convenire con le loro supposizioni... Questi casi rappresentano quel residuo di inspiegato che alimentano la vera ricerca ufologica, che spronano i ricercatori a continuare le indagini, ed ad inchiestare le testimonianze UFO, sempre più numerose.
© Michele Bugliaro Goggia. All rights reserved. All content on the Ufopsi website, including texts and graphics, is property of Michele Bugliaro Goggia. Some content may be protected by other copyrights and other restrictions as well. Site designed for 1024x768 resolution.



